N°3 Valutazione della disfagia: test, scale e strumenti utilizzati dal logopedista

Quando si sospetta un disturbo della deglutizione, è fondamentale effettuare una valutazione specialistica per comprendere l’origine del problema e individuare le strategie più sicure per alimentarsi.

La valutazione della disfagia non consiste in un unico esame, ma in un percorso che integra osservazione clinica, test validati e, quando necessario, esami strumentali. L’obiettivo è stabilire se la deglutizione è efficace e sicura e definire il trattamento più appropriato.

 

Perché è importante una valutazione precoce?

Riconoscere tempestivamente la disfagia significa ridurre il rischio di complicanze come:

  • aspirazione di cibo o liquidi nelle vie respiratorie;
  • polmonite ab ingestis;
  • disidratazione;
  • malnutrizione;
  • perdita di peso;
  • riduzione della qualità della vita.

Una diagnosi precoce permette inoltre di iniziare rapidamente un percorso riabilitativo personalizzato.

 

La valutazione clinica logopedica

La valutazione inizia con un colloquio approfondito, durante il quale il logopedista raccoglie informazioni sulla storia clinica della persona, sulle eventuali patologie presenti e sulle difficoltà riferite durante i pasti.

Successivamente viene effettuata l’osservazione delle strutture coinvolte nella deglutizione, valutando ad esempio:

  • mobilità di lingua, labbra e mandibola;
  • forza e coordinazione della muscolatura oro-facciale;
  • qualità della voce;
  • controllo della saliva;
  • respirazione;
  • tosse volontaria.

Infine, quando le condizioni della persona lo consentono, vengono osservate direttamente la deglutizione di alimenti e bevande con consistenze differenti, verificando eventuali segni di difficoltà o di aspirazione.

 

I principali test e scale di valutazione

Per rendere la valutazione più oggettiva, il logopedista può utilizzare strumenti standardizzati.

EAT-10

L’EAT-10 (Eating Assessment Tool) è un questionario composto da 10 domande che permette di rilevare la percezione soggettiva delle difficoltà di deglutizione.

È semplice e veloce da compilare e rappresenta un utile strumento di screening.

 

Test dell’Acqua (3-Ounce Water Swallow Test)

Consiste nell’osservazione della deglutizione dell’acqua per individuare eventuali segni di difficoltà, come:

  • tosse;
  • cambiamento della qualità della voce;
  • interruzioni durante la deglutizione;
  • difficoltà respiratorie.

Si tratta di un test di screening e non sostituisce una valutazione completa.

 

DOSS (Dysphagia Outcome and Severity Scale)

La DOSS è una scala clinica che consente di classificare la gravità della disfagia e monitorarne l’evoluzione nel tempo.

Aiuta il professionista a definire il livello di assistenza necessario e le indicazioni alimentari più appropriate.

 

Altri strumenti clinici

In base alla situazione clinica possono essere utilizzate anche altre scale di valutazione, tra cui:

  • Bedside Swallowing Assessment;
  • Northwestern Dysphagia Patient Check Sheet;
  • Swallowing Rating Scale;
  • Dysphagia Severity Score.

La scelta dipende sempre dalle caratteristiche del paziente e dal contesto clinico.

 

Quando sono necessari gli esami strumentali?

In alcuni casi la sola valutazione clinica non è sufficiente.

Per comprendere con precisione cosa accade durante la deglutizione, il medico può richiedere esami strumentali.

FEES (Fibro-Endoscopic Evaluation of Swallowing)

La FEES consiste nell’introduzione di un sottile endoscopio attraverso il naso per osservare direttamente le strutture della faringe e della laringe durante la deglutizione.

Permette di verificare:

  • eventuali residui;
  • penetrazione del bolo nelle vie aeree;
  • aspirazione;
  • efficacia delle posture compensatorie.

 

Videofluoroscopia della deglutizione (VFSS)

La videofluoroscopia è un esame radiologico dinamico che consente di osservare l’intero percorso del bolo dalla bocca all’esofago.

È considerata uno degli esami di riferimento per lo studio della disfagia perché permette di valutare tutte le fasi della deglutizione e di individuare con precisione il tipo di alterazione presente.

 

Dopo la valutazione: cosa succede?

Al termine della valutazione, il logopedista elabora un piano di trattamento personalizzato che può comprendere:

  • esercizi specifici per migliorare la deglutizione;
  • strategie e posture compensatorie;
  • modifiche della consistenza di alimenti e bevande secondo il sistema IDDSI;
  • eventuale utilizzo di addensanti;
  • educazione del paziente e dei caregiver;
  • monitoraggio periodico dei progressi.

Ogni intervento viene adattato alle caratteristiche della persona e aggiornato nel tempo in base all’evoluzione del quadro clinico.

 

In conclusione

La valutazione della disfagia rappresenta il primo passo per affrontare il disturbo in modo sicuro e personalizzato.

Attraverso l’integrazione tra osservazione clinica, test validati ed esami strumentali, il logopedista è in grado di individuare le difficoltà specifiche della persona e di costruire un percorso riabilitativo mirato, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza durante i pasti e la qualità della vita.