Perché alcuni alimenti sono più sicuri di altri nella disfagia?

Guida alimentare per disfagici: caratteristiche fisiche

È importante mantenere il nostro cibo di aspetto gradevole, soddisfacente ed invitante.

La dieta per disfagici deve soddisfare i fabbisogni nutrizionali, essere varia, e frazionata in 5-6 pasti al giorno per introdurre un maggiore quantitativo di calorie, non affaticare la persona riducendo il rischio che lasci la tavola per la difficoltà nella deglutizione.

La dieta per disfagia è “sicura” quando si scelgono alimenti con le seguenti CARATTERISTICHE FISICHE:

Viscosità: indica quanto un cibo è “lubrificato/scivoloso”. Un alimento viscoso scivola giù con facilità e non provoca attrito sulle pareti dell’esofago. La viscosità può essere incrementata con l’aggiunta di condimenti untuosi quali olio e sughi (da preferire), maionese, besciamella fluida, burro, panna, ecc.

Coesione: indica quanto un cibo è compatto, ossia non si sbriciola durante la deglutizione, infatti le briciole potrebbero essere inalate, pertanto non sono indicati tal quali alimenti come riso, cracker, grissini, frutta secca, fette biscottate, ecc.

Omogeneità: indica che il cibo deve essere formato da particelle di uguale consistenza e dimensione.  Per ottenere questo, bisogna sempre rimuovere accuratamente buccia e semi dai frutti, la pelle, le lische e le componenti fibrose da carne e pesce ed escludere vegetali particolarmente filacciosi (es. carciofi, finocchi, sedano, ecc.); altresì, allo stesso fine, sono da evitare le doppie consistenze cioè pietanze che presentano componenti LIQUIDE e componenti SOLIDE assieme. Alcuni esempi sono: pastina in brodo, minestrone con pezzi di verdure, yogurt con pezzi di frutta, ecc.

Temperatura: indica che bisogna assumere alimenti a temperatura diversa da quella corporea per stimolare la percezione degli stessi (“sento il cibo mentre lo ingoio”).  Ovviamente non devono essere assunti cibi troppo caldi o troppo freddi per evitare di irritare la mucosa.

Dimensione del boccone: indica la grandezza del boccone che è possibile assumere. Questa indicazione è fornita dallo specialista in base alla tipologia di disfagia. Alcune persone devono riempire il cucchiaio per sentire la bocca sufficientemente piena per far scattare il riflesso della deglutizione, altre potrebbero trovarsi in grave pericolo di soffocamento; è per questo che bisogna non improvvisarsi o sperimentare perché le conseguenze possono essere molto serie.

Consistenza: Indica quanto un cibo deve essere denso. Anche la consistenza adeguata viene individuata dal personale sanitario in relazione al grado di disfagia.

 

l medico ORL/logopedista, dopo sua valutazione, suggerirà anche quando è possibile il passaggio da una consistenza a quella successiva. Per semplificare l’approccio, suddividiamo le possibili consistenze in tre t Alimentazione nella disfagia: come devono essere gli alimenti per una deglutizione sicura