N°8 Riabilitazione logopedica della disfagia: come si svolge e quali risultati può offrire

Quando la deglutizione non è più sicura o efficace, il trattamento non si limita a “mangiare cibi più morbidi”. La riabilitazione logopedica ha l’obiettivo di migliorare il passaggio di cibo e liquidi dalla bocca allo stomaco, riducendo il rischio di aspirazione e favorendo un’alimentazione il più possibile sicura, efficace e confortevole.

Il percorso viene sempre personalizzato in base alla causa della disfagia, all’età della persona e ai risultati della valutazione clinica e strumentale.

 

Quali sono gli obiettivi della terapia?

La riabilitazione può aiutare a:

  • migliorare la sicurezza della deglutizione;
  • ridurre il rischio che cibo o liquidi entrino nelle vie respiratorie;
  • rendere il pasto meno faticoso;
  • favorire una nutrizione e un’idratazione adeguate;
  • mantenere o recuperare il piacere di mangiare e bere.

 

Come si svolge una seduta?

Dopo la valutazione iniziale, il logopedista definisce un programma riabilitativo che può includere:

  • esercizi per lingua, labbra e muscoli coinvolti nella deglutizione;
  • esercizi per migliorare forza, coordinazione e sensibilità oro-faringea;
  • allenamento della deglutizione con diverse consistenze alimentari;
  • strategie compensatorie e posture specifiche quando indicate;
  • educazione del paziente e dei caregiver per gestire i pasti in sicurezza.

La scelta degli esercizi dipende sempre dalle difficoltà specifiche della persona: non esiste un esercizio valido per tutti.

 

Il ruolo delle consistenze alimentari

In alcuni casi il logopedista può consigliare di modificare temporaneamente la consistenza di cibi e bevande secondo i livelli IDDSI. Questo non rappresenta una rinuncia definitiva, ma una strategia per permettere una deglutizione più sicura mentre si lavora sul recupero funzionale.

Quando necessario possono essere utilizzati anche addensanti specifici per i liquidi.

 

Le posture e le manovre compensatorie

Durante la terapia possono essere insegnate alcune strategie, come il capo anteroflesso (chin tuck), la rotazione del capo o le deglutizioni multiple. Queste tecniche non curano la disfagia, ma possono ridurre il rischio di aspirazione e facilitare il passaggio del bolo.

Devono però essere sempre scelte dopo una valutazione specialistica, perché una manovra utile per una persona può essere inefficace o controindicata per un’altra.

 

Quanto dura la riabilitazione?

La durata varia molto da persona a persona. Dipende dalla causa della disfagia, dalla gravità del disturbo, dalle condizioni generali di salute e dalla partecipazione al trattamento.

Alcune persone migliorano in poche settimane, altre necessitano di un percorso più lungo e di controlli periodici nel tempo.

 

Il ruolo della famiglia e dei caregiver

La collaborazione di chi assiste la persona è fondamentale. I caregiver possono contribuire:

  • preparando le consistenze indicate;
  • rispettando posture e strategie consigliate;
  • controllando che i pasti avvengano con calma e senza distrazioni;
  • segnalando eventuali cambiamenti come tosse, perdita di peso o maggiore difficoltà durante i pasti.

 

Quando chiedere una rivalutazione?

È opportuno contattare nuovamente il logopedista se compaiono:

  • tosse o soffocamento più frequenti;
  • difficoltà con consistenze prima tollerate;
  • calo dell’appetito o perdita di peso;
  • febbre o infezioni respiratorie ricorrenti;
  • stanchezza marcata durante i pasti.

 

In conclusione

La riabilitazione logopedica della disfagia è un percorso personalizzato che combina esercizi, strategie compensatorie, adattamento delle consistenze e educazione del paziente e della famiglia. L’obiettivo non è solo evitare che il cibo “vada di traverso”, ma permettere alla persona di alimentarsi nel modo più sicuro, efficace e dignitoso possibile.

Cos’è la disfagia?

Valutazione della disfagia 

Consistenze alimentari e IDDSI

Riabilitazione logopedica della disfagia