Le competenze necessarie per mangiare, deglutire e parlare iniziano a svilupparsi molto presto.
Già durante l’allattamento il bambino deve coordinare suzione, deglutizione e respirazione. Per alcuni bambini questo processo può risultare più difficile e il momento della poppata può diventare faticoso.
Una suzione poco efficace, poppate molto lunghe per le frequenti pause che fa, difficoltà ad attaccarsi al seno, perdita di latte dalla bocca legata alla difficoltà a mantenere un buon sigillo delle labbra sul capezzolo o molta stanchezza durante la poppata sono segnali che meritano di essere osservati.
Con la crescita, le funzioni della bocca diventano progressivamente più complesse. Il bambino impara a utilizzare in modo sempre più preciso labbra, lingua, guance e mandibola, passando dalla suzione alla gestione di consistenze differenti e successivamente alla masticazione.
Quando fin dai primi mesi sono presenti difficoltà motorie o una ridotta efficacia delle funzioni orali, è utile seguirne l’evoluzione nel tempo.
Una fragilità delle funzioni orali può infatti accompagnarsi, in alcuni bambini, a difficoltà successive nella masticazione, nella gestione degli alimenti e anche nella precisione dei movimenti necessari alla produzione dei suoni del linguaggio.
Questo non significa che una difficoltà nella suzione provochi necessariamente una dislalia. Il rapporto non è così diretto e dipende dalle caratteristiche individuali del bambino e dalle eventuali cause della difficoltà.
È però importante osservare nel tempo come si sviluppano le competenze motorie della bocca.
Una lingua poco mobile, una ridotta capacità di utilizzare le labbra, difficoltà nella masticazione o particolari modalità di postura della lingua a riposo possono rappresentare elementi da approfondire nell’ambito di una valutazione logopedica.
Se una difficoltà alimentare compare precocemente e persiste nel tempo, non è necessario aspettare che diventi un problema evidente.
Una valutazione logopedica può aiutare a osservare le funzioni orali, la masticazione, la deglutizione e, quando appropriato, anche lo sviluppo delle competenze articolatorie.
Se invece l’ipotonia interessa più distretti corporei o è stata già osservata dal pediatra, sarà importante considerare il bambino nel suo insieme e confrontarsi con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile.
L’obiettivo è riconoscere eventuali fragilità e accompagnare lo sviluppo del bambino prima che le difficoltà diventino più complesse.
E solo quando sono presenti segnali di alterata sicurezza o efficacia della deglutizione si entra nello specifico della disfagia.
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