Cosa sono le posture compensatorie nella disfagia?
Le posture e le manovre compensatorie sono strategie utilizzate dal logopedista per migliorare la sicurezza e l’efficacia della deglutizione nelle persone con disfagia.
Questi accorgimenti possono ridurre il rischio che cibo o liquidi entrino nelle vie respiratorie e facilitare il passaggio del bolo alimentare verso l’esofago.
È importante sapere che queste tecniche non curano la disfagia, ma rappresentano strumenti compensativi che aiutano il paziente a mangiare e bere in maggiore sicurezza.
La scelta della postura o della manovra più adatta dipende dalle caratteristiche specifiche della persona e deve essere sempre valutata da uno specialista.
Perché sono importanti?
La disfagia può aumentare il rischio di:
- aspirazione di cibo o liquidi;
- soffocamento;
- polmoniti ab ingestis;
- malnutrizione;
- disidratazione.
L’utilizzo corretto delle posture compensatorie può contribuire a ridurre questi rischi e migliorare la qualità della vita del paziente.
Il capo anteroflesso (Chin Tuck)
Questa postura consiste nell’abbassare leggermente il mento verso il petto durante la deglutizione.
Come agisce?
- restringe l’ingresso delle vie aeree;
- favorisce la protezione della laringe;
- aumenta lo spazio nelle vallecole, dove il bolo può essere temporaneamente contenuto.
Quando può essere utile?
- ritardo nell’attivazione del riflesso della deglutizione;
- ridotta protezione delle vie aeree;
- ridotta elevazione della laringe.
Quando è sconsigliato?
- importante ristagno di cibo in faringe;
- ridotta forza della muscolatura faringea;
- scarso controllo del bolo nella bocca.
Il capo esteso
In questa postura il paziente inclina la testa all’indietro.
Come agisce?
Sfrutta la gravità per facilitare il passaggio del bolo dalla bocca alla faringe.
Quando può essere utile?
- grave difficoltà nella fase orale della deglutizione;
- ridotta capacità di spingere il bolo verso la faringe.
Quando è sconsigliato?
- ritardo del riflesso di deglutizione;
- elevato rischio di aspirazione.
Rotazione del capo verso il lato deficitario
Il paziente ruota la testa verso il lato più debole.
Come agisce?
- chiude parzialmente il lato faringeo compromesso;
- indirizza il bolo verso il lato più efficiente.
Quando può essere utile?
- paralisi faringea monolaterale;
- debolezza di un lato della faringe;
- residui localizzati su un solo lato.
Quando è sconsigliata?
- compromissione bilaterale della faringe.
Inclinazione del capo verso il lato sano
Il capo viene inclinato lateralmente verso il lato più funzionale.
Come agisce?
Utilizza la gravità per convogliare il bolo verso le strutture che lavorano meglio.
Quando può essere utile?
- debolezza orale monolaterale;
- deficit faringeo monolaterale.
Quando è sconsigliata?
- scarsa sensibilità o scarso controllo del lato considerato sano.
La deglutizione sovraglottica
Si tratta di una manovra che prevede la chiusura volontaria delle vie aeree prima della deglutizione.
Generalmente il paziente:
- inspira;
- trattiene il respiro;
- deglutisce;
- tossisce;
- riprende a respirare.
Quando può essere utile?
- ridotta chiusura delle corde vocali;
- aspirazione durante la deglutizione.
Quando è sconsigliata?
- pazienti con importanti difficoltà cognitive;
- soggetti cardiopatici non stabilizzati.
La deglutizione super-sovraglottica
È una variante della precedente che aumenta ulteriormente la chiusura delle vie aeree.
Quando può essere utile?
- grave riduzione della protezione laringea;
- elevato rischio di aspirazione.
Controindicazioni
Le stesse della deglutizione sovraglottica.
La manovra di Mendelsohn
Questa tecnica consiste nel mantenere volontariamente elevata la laringe per alcuni secondi durante la deglutizione.
Come agisce?
- prolunga l’apertura dello sfintere esofageo superiore;
- migliora il passaggio del bolo;
- favorisce una deglutizione più efficace.
Quando può essere utile?
- ridotta elevazione laringea;
- ridotta apertura dello sfintere esofageo superiore.
Quando è sconsigliata?
- difficoltà cognitive importanti;
- scarsa collaborazione del paziente.
Le deglutizioni multiple
Consistono nell’effettuare due o più deglutizioni consecutive per lo stesso boccone.
Quando possono essere utili?
- presenza di residui nelle vallecole;
- ristagno nei seni piriformi;
- difficoltà a liberare completamente la faringe.
Quando sono sconsigliate?
- facile affaticabilità;
- ridotta sensibilità faringea.
Un aspetto fondamentale: la valutazione specialistica
Non tutte le posture funzionano per tutti i pazienti.
Una tecnica efficace per una persona può risultare inutile o addirittura controindicata per un’altra.
Per questo motivo le posture compensatorie devono essere sempre testate durante una valutazione clinica e, quando necessario, mediante esami strumentali come:
- FEES (Valutazione Endoscopica della Deglutizione);
- Videofluoroscopia della deglutizione.
Solo dopo una valutazione specialistica è possibile stabilire quali strategie siano realmente efficaci e sicure.
Conclusioni
Le posture e le manovre compensatorie rappresentano strumenti preziosi nella gestione della disfagia.
Pur non modificando la fisiologia della deglutizione, possono ridurre il rischio di aspirazione e migliorare il transito del bolo alimentare, aumentando la sicurezza durante i pasti.
La loro scelta deve sempre essere personalizzata e supervisionata da professionisti esperti nella valutazione e nel trattamento dei disturbi della deglutizione.